venerdì 11 giugno 2010

Questo blog e' Rossonero

Siccome state commentando (forse anche troppo) il nostro prossimo futuro, mettiamo subito due cose in chiaro. Primo: Pur avendo sempre seguito i colori del Gaucho, questo blog ha sempre avuto una fede primaria che unisce il nostro staff. Siamo milanisti dalla nascita, frequentiamo lo stadio e sempre vestiremo colori rossoneri. Secondo: Se Dinho l'anno prossimo giochera' lontano da Milano, noi continueremo a seguirlo ma dedicandoci di piu' alla nostra fede, quella rossonera, quella che mai scomparira' e che ci rende orgogliosi sempre. Ormai quello che volevamo l'abbiamo ottenuto, volevamo vederlo vestito di rossonero.La sua gestione capiamo sia difficile ma di certo non impossibile, venderlo o non venderlo non spetta a noi deciderlo, non vogliamo assumerci la responsabilita' di affermare che sia meglio tenere o no il miglior calciatore del decennio. Forza Milan da sempre, per sempre.

Le migliori scrivanie ricevono una protesta Rossonera

Basta. Siamo esausti. Ci sentiamo raggirati e sbeffeggiati, ci sentiamo come se il Tifoso, nel ”nuovo” corso intrapreso dall’AC Milan, non avesse nessuna importanza. Come se il Tifoso fosse parte del gioco soltanto quando gli viene chiesto di andare allo stadio pagando il biglietto o l’abbonamento. Basta.
Una squadra senza allenatore e senza identità, imbottita di giocatori sul viale del tramonto senza più stimoli e passione. Una squadra abbandonata a sé stessa, senza progetti e ambizioni. Una squadra che non è più il Milan. Il nostro Milan, quello in cui ci riconosciamo e che abbiamo seguito con passione anche in serie B.
Le esigenze di bilancio sono comprensibili e condivisibili, ma non possono costantemente fungere da giustificazione per questo totale, spocchioso, irritante immobilismo di idee, progetti e mercato. Frasi come “siamo a posto così”, “senza infortuni avremmo lottato per lo scudetto”, offendono l’intelligenza di ogni singolo tifoso rossonero che per questa squadra darebbe anima e corpo, che per questa squadra ha gioito e sofferto, che per questa squadra è disposto, quotidianamente, all’amore e alla passione.
Forse alla società sfugge che, nel suo piccolo, anche il tifoso concorre a varie voci del bilancio del Milan, dall’abbonamento allo stadio ai biglietti, dall’abbonamento alla pay TV al merchandising, tanto per citarne alcune.
Non siamo competitivi a livello europeo e non siamo competitivi a livello nazionale. Inter, Juventus, Roma, perfino Genoa, Sampdoria, Napoli e Palermo si sono rafforzate in questi anni e lo stanno ancora facendo con oculatezza, prospettiva e intelligenza. Il Milan, a parte pochissimi giocatori, no.

Il Milan è schiavo degli ingaggi plurimilionari dei suoi calciatori? Ma chi ha proposto e sottoscritto quei contratti, quei rinnovi, quegli “adeguamenti” di ingaggio? Chi ha portato il Milan a questo punto? Nelle aziende si chiama “assunzione di responsabilità” e ci si comporta di conseguenza.

Alla luce di queste considerazioni, noi tifosi milanisti chiediamo, con fermezza, un adeguamento dirigenziale. Vorremmo persone in grado di amministrare professionalmente una grande e gloriosa squadra come il Milan. Persone con adeguata preparazione, voglia e passione, con l’obiettivo di riportare con orgoglio il Milan ai livelli che gli competono. Figure che attualmente sembrano essere completamente assenti. E proprio l’assenza percepita di questi soggetti, di strategia operativa portano i tifosi a chiedere un cambiamento, che sia anche estremo, come la vendita della società, se questa fosse l’unica via percorribile.

Chiediamo inoltre, con fermezza, un adeguamento della rosa. Vogliamo vedere calciatori che ogni partita lottino per questa squadra. Calciatori ORGOGLIOSI di vestire la maglia del Milan. Calciatori all’altezza del Milan. Perché nel mondo Milan, per forma mentis, è il calciatore a dover essere degno di giocare per il Milan, non il contrario.
Pretendiamo infine maggior rispetto. Se si vuole una “evoluzione” del tifoso, occorre anche comportarsi di conseguenza, e non seguendo bizzarre e illogiche imposizioni. Se noi dobbiamo comprendere le sopravvenute esigenze, anche la società deve sforzarsi di farlo con noi. Non ce ne staremo succubi e in silenzio, non subiremo ancora passivamente ogni decisione sconclusionata e autolesionista. Il tifoso del Milan è calcisticamente evoluto da sempre, non cambierà mai. I presidenti, le dirigenze, i calciatori passano, il Milan resta. Il vero patrimonio del Milan siamo noi. E questo sembra che a voi non sia affatto chiaro.

Questa lettera è una dichiarazione di amore eterno ad un’amata che sembra non corrispondere più, che faccia di tutto per svilire il nostro amore, la nostra passione. Per questo la scriviamo. Noi amiamo il Milan, Ma il Milan ama ancora noi tifosi?
Fonte: CriticaRossonera