giovedì 25 marzo 2010

Ancora Rubro-Negro! Che palle!

La dirigenza del Flamengo avra' un'incontro formale con il fratello di Ronaldinho settimana prossima. Vi avvisiamo in anticipo, l'incontro trattera' di una collaborazione con il Porto Alegre, club di proprieta' della famiglia Assis. Vogliono solo usare la struttura, che ritengono magnifica, dice il vice-presidente del Flamengo Marcos Braz. Mantiene la discrezione parlando del Dinho, perche' la torcida ha creato forti aspettative in merito. Parlera' di Ronaldinho solo per curiosita'. Anche perche' non e' elegante sedersi con Assis e non chiedere del fratello.
La trattativa non esiste, ci sono voci in giro, dicono che dipende dalla convocazione mondiale, i Rubro-Negro (rossoneri brasiliani) pensano di avere vantaggi sul Gremio. Forse perche' vestono i nostri colori. E il Milan dove lo mettono?

Intervista alla Gazzetta

Trent' anni: scelga tre momenti indimenticabili.
«La Coppa del Mondo con il Brasile nel 2002. La nascita di mio figlio nel 2005. La Champions League con il Barcellona nel 2006».

Il giorno più brutto di questi 30 anni?
«Avevo otto anni quando è morto mio papà. Mi manca moltissimo non essere cresciuto con lui».

Quale errore non vorrebbe ripetere?
«Di errori, in campo e fuori, ne ho commessi parecchi. Ma in questo momento penso al fatto che non riesco, per motivi di lavoro, a stare vicino a mio figlio. Vorrei vivere con lui».

Che cosa vorrebbe far durare per sempre?
«Una sola cosa: la salute della mia famiglia. L' unica paura che ho non riguarda il calcio, ma quello che il destino può riservare alle persone che mi sono vicine».

Un' immagine di Ronaldinho bambino?
«Con un pallone in mezzo ai piedi. Sono cresciuto con il pallone, la passione me l' hanno trasmessa mio padre Joao, mio zio Mikimba, mio fratello Roberto. Palleggiavo sempre e dovunque».

Ci regali un altro flash dalla vita di Ronaldinho.
«Vi racconto il mio primo bacio. Avevo 11 anni, mi piaceva una mia compagna di scuola. Un mio amico organizzò l' incontro e io, sicuro che lei mi avrebbe detto sì, mi sono avvicinato e l' ho baciata. È un momento che non dimentico».

Da bambino ha segnato 23 gol in una partita: è vero o è un' esagerazione?
«Tutto vero. Ma gli avversari erano scarsi...».

E una foto di Ronaldinho adulto?
«Ricordo quando nacque mio figlio Joao. Stavo andando allo stadio per una partita, quando mi avvisarono. Avrei voluto correre all' ospedale, ma non potevo proprio. Però mi guardai allo specchio e vidi che, in un attimo, ero cambiato».

Ora è ricco e famoso, ma da piccolo ha conosciuto la povertà.
«Mia mamma Miguelina faceva due o tre lavori in un giorno. Era impiegata pubblica, poi vendeva camicette porta a porta e poi sgobbava anche in casa. Adesso tocca a me regalare a mia mamma quello che lei non mi ha mai fatto mancare da bambino».

Se lei non fosse diventato un calciatore, che lavoro avrebbe fatto?
«Nessun dubbio: il musicista. La musica è la mia seconda vita, dopo il pallone».

È vero che suo fratello Roberto era più bravo di lei?
«Era fortissimo. Una mezzapunta che è stata frenata da un brutto infortunio. Lo andavo a vedere durante gli allenamenti, quando giocava nel Gremio. Lui per me è stato un fratello e anche un papà».

Scendiamo in campo: chi è il favorito nello sprint-scudetto?
«L' Inter. È tanti anni che vince e poi è davanti al Milan».

Ma che cos' ha l' Inter più del Milan?
«E' davanti in classifica. Ma di poco».

E c' è qualcosa che il Milan ha in più dell' Inter?
«La motivazione, forse. È tanto tempo che il Milan non vince lo scudetto: lo desideriamo, lo inseguiamo, lo vogliamo».

La Champions League porterà via energie all' Inter?
«Devono giocare tante partite, può darsi che a loro vengano a mancare energie».

La favorita per la Champions League?
«Io tifo per il Barcellona».

Qual è l' ostacolo più duro per il Milan?
«Non c' è una gara in particolare. Abbiamo 10 partite e sono 10 finali. Non possiamo mollare».

Soddisfatto della sua stagione?
«Finora sì. Ma voglio finire in crescendo. Voglio regalare lo scudetto alla gente del Milan».

Chi sarà decisivo in questo sprint?
«Pato può fare la differenza con la sua rapidità».

Ha già organizzato una megafesta?
«Nulla. Si gioca anche mercoledì, bisogna stare tranquilli. Brindo con la mia famiglia e basta».

Lei è spesso fotografato con belle donne, ma mai con una fidanzata ufficiale. Non ce l' ha?
«Sì che ce l' ho».

Questa è una notizia.
«Non l' ho mai detto finora. Si chiama Vanessa, è brasiliana. Ci conosciamo da dieci anni e sono molto felice».

Qual è la forza del Milan adesso?
«Conosciamo a memoria il gioco, sappiamo quello che dobbiamo fare in campo».

Tre gol che non dimenticherà mai?
«Quello che segnai, di punta, al Chelsea in Champions League. Un altro che feci con il Paris Saint Germain al Marsiglia. E, infine, quello che segnai al Santiago Bernabeu contro il Real Madrid. Il mio Barcellona vinse 3-0 e il pubblico madridista mi applaudì. Che onore!».