sabato 27 febbraio 2010

Dinho: Dal giorno della presentazione a San Siro ho pensato che questa è casa mia

"Sono contento di quello che sto facendo, voglio rispondere solo in campo a tutto quello che viene detto su di me. L'assist mi dà gioia, ma non ne scelgo uno in particolare, quello più bello è quello che consente all'attaccante di fare un gol facile, anche perchè conta molto il suo movimento. Mi sono impegnato e mi impegno per fare sì che il Milan possa andare bene. Non dico se Leonardo in questi periodi mi abbia rimproverato o meno, dico solo che dal giorno della presentazione a San Siro ho pensato che questa è casa mia, e dalla propria casa non si va via. Al primo posto nella mia vita metto comunque la famiglia, poi viene il calcio".

Sulla corsa scudetto e sul ritorno col Manchester: "Sono difficili entrambe le cose. Per lo scudetto sappiamo che dobbiamo vincere sempre e l'Inter perdere qualche punto, ma se non ci fossero stati quei derby. Ad ogni modo credo nello scudetto per cinque motivi: c'è un gruppo incredibile, siamo molto uniti; credo molto in quello che posso dare alla squadra, nelle mie qualità; tutti, anche i giocatori che normalmente stanno in panchina, possono rendersi utili perchè Leonardo sa utilizzarli al momento giusto; Leonardo è veramente un grande allenatore, perchè fa scelte coraggiose ed infonde serenità a tutto l'ambiente; i tifosi, a Firenze sono stati veramente straordinari".

Su Mourinho, sulle polemiche arbitrali e sulla sua vita privata: "A me Mourinho piace, è un grande allenatore. Però credo che ognuno dovrebbe farsi i fatti suoi. A differenza sua a me l'Italia piace moltissimo e qui sono felice . Dopo il derby sia io che Leonardo abbiamo reagito perchè erano state scritte delle falsità. Quando le cose sono vere, non reagisco".

La conclusione è dedicata al rinnovo del contratto e alla prospettiva di perdere il mondiale: "Non è il momento di parlare di contratto quando ci sono partite così importanti in gioco. Berlusconi e Galliani sanno che sono felice al Milan, più avanti vedremo il da farsi. Per il mondiale cercherò di convincere in ogni modo Dunga a portarmi, speriamo bene. Ma se continuo a giocare in questo modo penso proprio che ci andrò. Che cos'è il genio? E' fantasia, invenzione, volare alto. E' Zidane, Platini, Maradona, Pelè, Baggio. E' la voglia di non avere mai dei limiti".
Fonte:Gazzetta.it