lunedì 17 maggio 2010

Povero Vecchio Milan: 3 parole dicono tutto

Povero: Senza soldi, o meglio, il presidente assente non tira fuori il capitale.
Vecchio: L'eta' media dei nostri giocatori e' di 30 anni, siamo sufficientemente vecchi.
Milan: Il club piu' titolato al mondo, cercate almeno di onorare questo slogan di cui tanto vi vantate in via Turati.

9 commenti:

  1. Povero: Silvio vendi
    Vecchio: via i senatori
    Milan: avete rotto i coglioni

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  2. Povero vecchio milan un cazzo, gli unici poveri siamo noi tifosi...

    gli unici che invecchiano con il milan siamo noi

    gli unici che soffronto siamo sempre ed esclusivamente noi


    FORZA VECCHIO CUORE ROSSONERO

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  3. silvioooooooo

    metti i soldiiiiiiiiii

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  4. aiaaiiaaiaiaiaiaiaiai

    Silvio silvio, che guaio che hai combinato

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  5. Leone Rossonero18/05/10, 13:40

    Berlusconi: "Quasi quasi vendo il Milan"

    Secondo quanto si apprende da Sky Sport 24, attraverso diverse agenzie di stampa starebbero circolando alcune dichiarazioni del presidente Berlusconi, riportate dal settimanale "A", che aprono, di fatto, ad una possibile cessione del club: "Quasi quasi rinuncio al Milan, vendere il Milan mi costerebbe in termini di popolarità, come l'addio di Kakà, che mi privò di tre punti alle elezioni europee. E poi ora che Van Basten non ha accettato l'offerta, non so proprio che fare. E' una decisione difficile, poi con la crisi economica che c'è, non è facile trovare un compratore".



    COme siamo messi????

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  6. POVERO VECCHIO SILVIO
    POVERO VECCHIO FESTER
    POVERO VECCHIO MILANLAB
    POVERO VECCHIO TIFOSO

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  7. Ronaldinho è tornato. Dov'è il Milan?

    Ronaldinho sì, Ronaldinho no: è uno dei tanti dubbi che negli ultimi giorni turbano il sonno e il pensiero dei tifosi milanisti. Resta o va via? Lui si lava le mani del proprio futuro (“parlate con mio fratello”), ma guardare al Milan orfano dell’allenatore che lo ha rilanciato, convincendolo di avere ancora tanto da dare, gli fa un po’ impressione. Dinho è reduce dalla sua migliore stagione con la maglia del Milan: 17 assist, 13 reti e il ritrovamento della fiducia, dei tifosi e dei compagni di squadra, che molto spesso hanno visto in lui (e sono stati ripagati) l’unica fonte di gioco e pericoli. Il Milan Pirlo-dipendente, che non aveva altro modo di principiare un’azione oltre ad affidare la palla ai morbidi piedi del n.21 bresciano, ha scoperto un’alternativa validissima e insospettabile solo un anno fa:

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  8. il Gaucho, appunto. Quando un giocatore d’attacco indietreggia fino a superare la linea mediana e chiama la palla, assumendosi la responsabilità di decidere sulla cosa migliore da fare, vuol dire che sta bene, sia in testa che nelle gambe. Dinho c’è, assicurano tutti, malgrado la standing-ovation dal sapore melanconico, e malgrado gli otto milioni di ingaggio che cozzano con la politica di austerity sugli ingaggi – e sugli acquisti – imposta dai vertici societari, e che qualcuno immagina spalmabili in due stagioni. Se può essere realizzabile un’opzione del genere non si sa; le parole di De Assis fanno da eco a quelle di Adriano Galliani: “C’è un altro anno di contratto, nessuna spalmatura in vista, non abbiamo ancora parlato di soldi”. Tra i due sembra ci sia un feeling evidente e consolidato negli ultimi anni tra le inebrianti mura del ristorante Giannino: difficile dunque che le dichiarazioni di uno, smentiscano quelle dell’altro. Nonostante tutto,dalle parole del procuratore brasiliano è trapelato un sibilo che Galliani e Berlusconi farebbero bene a registrare:

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  9. “L’augurio è che nasca un Milan competitivo, che lotti per lo scudetto”. Si scrive augurio, si legge condizione. Ronaldinho sa di aver ben figurato nella stagione da poco conclusa, è convinto di essere ancora in credito nei confronti del calcio e non è disposto ad un altro anno di purgatorio, senza progetti di sorta né prospettive importanti. “C’è tempo”, su questo siamo tutti d’accordo. Manca l’allenatore, e manca il mercato per la stagione ventura, indice delle reali intenzioni societarie. Aspettiamo. E speriamo…

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