martedì 10 novembre 2009

Magari di tacco, per far esplodere ancora una volta un "oooohhhh" di meraviglia.

Ronaldo de Assis Moreira e' nato a Porto Alegre, la citta' dove sboccio' calcisticamente Paulo Roberto Falcao.
Talento di purezza cristallina, Ronaldinho e' il Pele' del terzo millennio.
Meno forte fisicamente di O' Rei, abbina alla classe infinita un gusto tutto particolare per lo spettacolo.
Mai fine a se stesso o ad uso e consumo dei fotografi o delle videoclip: ogni giocata di Ronaldinho e' funzionale a qualcosa di utile per la squadra.
Sempre con un pensiero allo spettatore che ha pagato il biglietto e che ha diritto di godere della bellezza dei suoi tocchi.
Ha vinto qualsiasi trofeo che premiasse la sua capacita' individuali.
Ma attenzione ai risultati di squadra. Con lui il Barcellona ha dominato per due anni la Liga, e ha conquistato il trono d'Europa.
E' campione del mondo con la Selecao.
A 29 anni il ragazzo dai capelli lunghi e i dentoni alla Bugs Bunny e' diventato un uomo capace di caricarsi sulle spalle il peso della responsabilita' come solo un leader puo' fare.
Ronaldinho e' la risposta del genio sulla gabbia tattica, la quintessenza della liberta' di giocare.
E’ il campione che non ha dimenticato il sorriso e il sano gusto di non prendersi troppo sul serio mentre gioca.
Chi non lo ama sostiene che a volte sia piu' bello che utile.
Chi lo adora ne celebra la commistione tra il sublime e l'opportuno.
Ogni attaccante sogna di infilarsi in un corridoio, perche' se c'e' anche solo un piccolo spazio, Ronaldinho ci infilera' il pallone per un assist.
Magari di tacco, per far esplodere ancora una volta un "oooohhhh" di meraviglia.